2015.02.06 > 2015.02.28 Eugenio Novajra THE TEMPELHOF PROJECT

The Tempelhof Project

Eugenio Novajra
THE TEMPELHOF PROJECT

vernissage della mostra
venerdì 6 febbraio 2015 alle ore 18.00

presenta Antonio Giusa
l’Azienda agricola Alessandro Vicentini Orgnani offrirà un brindisi ai presenti

dal 6 al 28 febbraio 2015
Spazio espositivo InterAZIONI
Via della Rosta 46 – UDINE

aperto dal lunedì al venerdì
ore 9.00>12.30 / 15.00>19.00
sabato e domenica su appuntamento
(chiamare il n. 3334660950)

 

TEMPELHOF: IMMAGINI DA UN NUOVO PIANETA VERDE.
di Eugenio Novajra

Ho sempre avuto la passione per la lettura, non solo di libri, compagni preziosi di vita, ma anche di quotidiani e di magazine. La lettura “onnivora” da più fonti e lingue, mi ha di sicuro aiutato a comprendere e interpretare meglio l’evolvere di una società globale sempre più teatro di conflitti e tensioni.

Ed é proprio così che nella primavera del 2012, ho incontrato su un quotidiano italiano le vicende del vecchio aeroporto di Tempelhof a Berlino.

Io, che avevo vissuto in metropoli, soffocate dal cemento e sempre più povere di spazi verdi, come Milano, San Paolo…e che solo a San Francisco avevo trovato un giusto rapporto fra uomo e natura ( Frisco, molto attiva sul fronte “verde”, è stata significativa per la mia presa di coscienza giovanile sulle tematiche ambientali), leggendo la storia di Tempelhof così piena di presenza sociale attiva sulla salvaguardia del territorio, ne fui inevitabilmente rapito.

Ricordo che l’articolo raccontava di come i cittadini di Berlino avevano prima manifestato e poi anche occupato l’ex- aeroporto, ottenendo quindi dal comune della città la riconversione dell’area – 386 ettari di spazio verde – a parco pubblico.

Berlino, tra l’altro, mi ha sempre affascinato per la sua storia e per la sua atmosfera liberal. Tempelhof e la sua singolare stagione di libertà e anarchia furono immediatamente motivo di un nuovo viaggio di indagine fotografica.

Nella prima serie di fotografie, realizzata nell’autunno 2012, ho realizzato dei ritratti degli abitanti della città sullo sfondo surreale di una grande pista di atterraggio – la stessa usata durante il ponte aereo americano del ’48-49 , volevo infatti, cominciare un lavoro di documentazione antropologica-urbana e non solo di documentazione di un paesaggio occupato da vecchie strutture aeroportuali con le infiltrazioni dei nuovi e colorati orti urbani.

Oggi, posso dire che il lavoro su e a Tempelhof non è stato solo uno dei miei consueti progetti fotografici urbani e sociali che mi hanno si, sempre visto coinvolto, ma ha rappresentato ben di più: la riapertura di un respiro culturale personale. Lavorarvi infatti, mi ha permesso di riaprire il mio sguardo interiore/ esteriore su di un orizzonte aperto, anche mentale, un respiro verde, salutare.

Nel 2012, carico ed entusiasta di questa nuova esperienza, mostrai le prime immagini a Francesco Jodice, un artista italiano che stimo, ed insieme a lui ho elaborato il futuro progetto fotografico, che si è poi evoluto anche in forma multimediale.

Alle fotografie – ritratto ho affiancato un video con le interviste ai protagonisti di Tempelhof.

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