CASERINE CORNAGET guida escursionistica

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Le proposte di escursioni libere di Giorgio Madinelli nella zona di Caserine Cornaget,
nel parco delle Dolomiti Friulane

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Guardo una montagna, desidero di salirla, vi cerco una linea di possibile superamento degli ostacoli equando ci riesco sono contento, appagato.
La via di salita individuata deve tener conto delle mie capacità ed essere svolta dall’inizio alla fine in assetto escursionistico, cioè camminando, al massimo mettendo giù le mani; se mi trovo davanti a un tratto insuperabile torno indietro: niente corda e chiodi, tuttalpiù una piramide umana, se sono in compagnia.
Per questo motivo il sottotitolo di questo libro è guida escursionistica.
Non sono un alpinista che cerca nella difficoltà affermazione, autostima
e pubblica considerazione.
Sono un semplice escursionista.
Ho però lo spirito dell’esploratore, di quelli di una volta che tra l’Ottocento e il Novecento hanno sistematicamente salito tutte le montagne.
Non è vero che non ci sia rimasto più nulla da salire e dunque ci si debba rivolgere al sempre più difficile come ci spiega l’alpinismo moderno. Bruno Detassis diceva:
l’alpinismo è salire per la via più facile, tutto il resto è acrobazia. Ci vuole un modo diverso di considerare la montagna, non una semplice impalcatura per arrampicare come diceva Kugy.
La montagna è un mucchio di rocce e mughi sui quali proiettiamo noi stessi con tutto il nostro bagaglio culturale e la nostra personalità. Ma spesso le rocce si spezzano e
cadono, i mughi sono resi fragili dalle slavine, l’erba è sdrucciolevole e tutto tende verso valle per quel fenomeno fisico chiamato gravità. Dunque ogni esercizio, sia esso alpinismo, escursionismo o esplorazione, deve essere rapportato a questa condizione di precarietà: si deve fare i conti col pericolo. E non è vero che si elimina il pericolo con corda e chiodi: il pericolo rimane uguale, ciò che diminuisce è il rischio.
Il rischio è però anche una condizione che si può calcolare e definire con la crescita personale; attenzione: non con l’assuefazione al pericolo!
Mario Rigoni Stern diceva di sentire l’odore della neve in arrivo; parafrasando il grande scrittore vicentino oso dire che anche il rischio si sente nelle fibre del corpo, quasi una percezione extrasensoriale.
Giungere al punto di comprendere dove sta il limite personale, oltre il quale non bisogna andare, è una crescita. Si può crescere di più, e può sembrare contradditorio, andando un pelo oltre di quello che si dovrebbe, con la consapevolezza di poterlo fare, perché si è capito di che pasta siamo fatti, cosa vogliamo e in cosa crediamo.
Infine, caro lettore, devo dirti che potrebbe essere un mio abbaglio l’aver capito tutto e invece può essere che sono qui a scrivere queste righe perché ho semplicemente avuto tanta fortuna.
Non mi metto a predicare umiltà, amore per l’Ambiente e per la Vita: potrei sembrarti un santone da strapazzo. Un’unica cosa però mi preme dirti per questioni di responsabilità civile, riguardo ai contenuti di questo volume:

stai all’occhio!

Giorgio Madinelli

 

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