IL TEMPO DEI FOTOGRAFI

    Il tempo

IL TEMPO DEI FOTOGRAFI

27 settembre – 9 novembre 2014
Villa Manin – Esedra di Levante – Passariano, Ud


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Cinque progetti tematici interpretati da uno straordinario gruppo di fotografi 

del Friuli Venezia Giulia.
Balsamini, Brunello, Bulaj, Cecere, Criscuoli, Crivellari,
Culot, Da Pozzo, Frullani, Genuzio, Giacuzzo, Giraldi, Grundner, Indrigo,
Klun, Kusterle, Laureati, Mittica, Paviotti,
Perini, Rinaldi, Rupolo, Scabar, Sillani, Tedeschi, Tubaro.


Oltre 90 opere esposte per la prima volta insieme in un unico percorso.

Dal colore al bianconero, dagli scatti rubati in aree del mondo
quasi inaccessibili, seguendo le orme degli autori di reportage, all’immediatezza
della street-photography, dalla documentazione di un paesaggio naturale,
urban
o o industriale al ritratto d’autore fino all’incanto estetico della fotografia d’arte
o della staged-photography.

ORARIO MOSTRA

Da martedì a venerdì 15.00-19.00 / sabato e domenica 10.00-19.00
Fotine[1]
www.iltempodeifotografi.org
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Inaugurazione
27 settembre 2014 | ore 18.00 | Villa Manin 
Esedra di Levante Passariano, Udine 
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Cesare Genuzio Fotografo

Il Ritorno della Legge

Pervenuto via email da Cesare Genuzio
Cari fotografi e dintorni, carbonari del 2011,
mi faccio vivo ora perché si è capito come è andata a finire, almeno per ora..
E’ successo che sono intervenuto all’audizione della Commissione Cultura in Regione il 16 luglio ultimo scorso.
Per una serie di circostanze mi sono trovato nella situazione di essere solo io a rappresentare il mondo della fotografia, oltre alla presidente e al direttore del CRAF.
Perciò, spero che nessuno la prenda male, mi sono appropriato del compito di parlare anche a nome vostro ed ho presentato l’intervento che vi allego.
Del resto non era neanche possibile concordare alcunchè perché, avendo saputo della cosa da Piero Colussi il 14, ci sono entrato per il rotto della cuffia, servendomi dell’accredito di Photoimago.
Si trattava di intervenire  sulla proposta di legge Nr. 56 del 07/07/2014 dove la fotografia era la solita Cenerentola come potete vedere all’articolo 21.
Il cinema invece, in particolare con la Cineteca del Friuli, era solidamente presidiato  e finanziato.
Di tutto il nostro lavoro non restava nulla
Arti figurative, visive, della fotografia e della multimedialità
Art. 21
(Interventi della Regione)
1. L’Amministrazione regionale sostiene l’organizzazione di manifestazioni
espositive e di altre attività culturali, anche a carattere didattico e formativo, nelle discipline
delle arti figurative, delle arti visive, della fotografia e della multimedialità.
2. Il sostegno di cui al comma 1 è effettuato tramite:
a) finanziamento annuale a progetti triennali di rilevanza regionale;
b) incentivi annuali per progetti regionali previa procedura valutativa delle
domande.
3. Ai sensi del comma 2, lettera a), la Regione promuove e finanzia progetti
triennali almeno di rilevanza regionale proposti da soggetti operanti nei settori di cui al
comma 1. Sono considerati progetti proposti da organismi che svolgono attività di notevole
prestigio nei settori di cui al comma 1, prevalentemente in ambito regionale.
4. In attuazione del comma 2, lettera a), con regolamento regionale, da
adottare entro centottanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i
requisiti dei beneficiari, le modalità di presentazione della domanda di finanziamento e del
rendiconto, le modalità di selezione dei progetti da ammettere a finanziamento, la
composizione e i poteri della commissione valutativa, le modalità di quantificazione della
quota delle risorse da assegnare per la gestione di ciascun progetto, le tipologie di spese
ammissibili ai fini della rendicontazione del finanziamento e le tipologie e la percentuale di
spese generali di funzionamento ammesse, le modalità di verifiche e controlli, le modalità di
concessione ed erogazione del contributo e di eventuali anticipi nonché eventuali ulteriori
effetti dell’ammissione al finanziamento. Con il medesimo regolamento sono altresì fissati i
termini del procedimento.
5. In attuazione del comma 2, lettera b), con regolamento regionale, da
adottare entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le
modalità di selezione delle iniziative da ammettere all’incentivo, le spese ammissibili ai fini
della rendicontazione dell’incentivo, la percentuale, fino a un massimo del 30 per cento, di
spese generali di funzionamento ammesse, le modalità di comunicazione e sono fissati i
termini del procedimento.
6. In attuazione del comma 5, con uno o più avvisi pubblici, approvati dalla
Giunta regionale, sono definiti i settori d’intervento, l’importo da destinare agli incentivi
relativi a ciascun avviso pubblico, le tipologie e i requisiti dei beneficiari, le modalità di
presentazione della domanda, i criteri e le priorità di selezione funzionali all’elaborazione
della graduatoria delle iniziative, la determinazione della percentuale della misura
dell’incentivo rispetto alla spesa ammissibile, i criteri per la quantificazione degli importi
degli incentivi, i limiti massimi e minimi degli stessi e quanto demandato all’avviso dal
regolamento di cui al comma 5.
Pensavo che la mia sarebbe stata una bella gita a Trieste e nulla più.
Invece, da non crederci, le cose sono cambiate. In sede di emendamenti, la legge è stata modificata, ed approvata, come segue:
MARTINES, LAURI, PAVIOTTI, DE ANNA
Emendamento modificativo (pagina 22 bis.1) APPROVATO
b) dopo l’articolo 22 è aggiunto il seguente:
<<Art 22 bis
(Attività del Centro di ricerca e archiviazione della fotografia)
1. La Regione promuove la conservazione e la valorizzazione del patrimonio fotografico
d’interesse regionale e lo sviluppo dell’attività fotografica e tal fine riconosce al Centro di
ricerca e archiviazione della fotografia (CRAF) la funzione di polo di riferimento regionale
per le attività di ricerca, studio, raccolta, censimento, archiviazione, conservazione, restauro,
digitalizzazione e valorizzazione.
2. Per le finalità di cui al comma 1 la Regione sostiene l’attività istituzionale e d’interesse
pubblico del CRAF mediante specifici finanziamenti da utilizzare secondo gli indirizzi e le
modalità definiti in un’apposita convenzione di durata triennale.>>.
CAPITOLO NUOVO
ESERCIZI 2015 E 2016 EURO 50.000
COPERTURA CAP 5397
Se si tratta di una cosa positiva per la fotografia credo che per noi si pongano dei diritti e degli obblighi.
Credo si possa dire che se nell’audizione non ci fosse stata la nostra voce la legge sarebbe uscita nella prima versione, quindi abbiamo il diritto, e il dovere, di dire la nostra.
Si parla, per il CRAF, di “apposita convenzione di durata triennale”.
E’ chiaro che se il CRAF sarà polo di riferimento regionale dovrà avere una configurazione adeguata a questo compito, ben diversa da quella che conosciamo attualmente
E visto che abbiamo dimostrato di avere le competenze per intervenire lo dobbiamo fare.
Quindi bisogna che ci troviamo.
Fatemi sapere

Cari saluti

Cesare Genuzio fotografo

335 1221104
www.genuzio.it

La Metembiosi di Kusterle ancora per pochi giorni

Tra Cormons e Gradisca d’Isonzo, alla conclusione la mostra di Roberto Kusterle


 

Ancora per pochi giorni (fino al 1° giugno 2014) è visibile nelle due sedi di Cormons e Gradisca d’Isonzo la mostra I Segni della Metembiosi di Roberto Kusterle. Un lavoro che si basa sulla Fotografia come strumento di comunicazione ma che è a tutti gli effetti una operazione artistica.
Da tempo Kusterle ha scelto di utilizzare per le sue esigenze espressive quelle che sono le potenzialità del mezzo.
Così le straordinarie fusioni tra corpi pseudoumani fusi con animali e radici simboleggiano un desiderio di un universo che comprenda tutto… o di una singolarità complessa.
I neri profondi della stampa al carbone fanno emergere le mutazioni di Kusterle da un buio assoluto per dimostrare se stesse. Immagini realizzate con maestria e tecnica che ci fanno entrare in un universo attraente e inquietante nello stesso tempo.
Le grandi dimensioni dei numerosi pezzi obbligano a una visione da lontano, che privilegia l’insieme ma avvicinandosi di qualche passo si può godere del dettaglio e della tecnica che Kusterle ha sviluppato per la sua ricerca.
Occasione quindi da non lasciarsi scappare e tanto più se potrete avere la fortuna di trovare l’autore a raccontarvi il percorso compiuto per realizzare il suo lavoro.

Francesco Comello dalla Bolivia
Diario di un fotografo visionario

8/10 maggio, Viloco
8/10 maggio, Viloco
Tra le sorprese cresciute nel tempo vi segnalo il lavoro che Francesco Comello -fotografo friulano e amico- sta facendo sulla Bolivia. Un suo percorso particolare che ha diversi moventi (speriamo ci racconti tutto a breve) e che lui sta traducendo in una serie molto bella di immagini fotografiche. Le ha già condivise con noi mentre stava realizzandole nel suo Diario di un fotografo visionario.
Vi invito a visitare intanto il sito per avere una traccia del percorso che ha seguito, nell’attesa di una sua prossima presentazione a cui son sicuro varrà la pena partecipare. Non è il primo lavoro che Francesco realizza analizzando delle situazioni sociali particolari ma, a vedere i risultati, sarà certamente una grande sorpresa e la scoperta di un mondo altrimenti inaccessibile nella sua bellezza per noi esotica, che spesso è invece la tragicità quotidiana per chi la vive.

Francesco è da qualche ora tornato e aspettiamo ….. il seguito.

Il Vajont di Andrea Bernardis

Vajont, l'Onda Lunga
La signora Oliva. Alle sue spalle la frana sul monte Toc

 

VAJONT, l’Onda Lunga

VISIONARIO – UDINE
Via Asquini, 32

dal 9 maggio al 1 giugno 2014
Orari delle proiezioni

 

 

Premetto che in questo caso sono di parte, ma credo che alcune cose vadano comunque dette in riferimento alla mostra Vajont, l’onda lunga di Andrea Bernardis, attualmente in programmazione al Visionario di Udine e aperta fino al 1° giugno 2014.
Aspetto ovviamente che qualcuno dica la sua su questo blog.
E’ proprio difficile di questi tempi trovare dei lavori fotografici organici su temi sociali e di attualità. Il reportage è morto, si sussurra da tempo tra i fotografi e gli addetti al settore, anche se poi la vocazione all’analisi della realtà è una cosa che un fotografo si porta dentro.  Soprattutto in Italia sono veramente poche le occasioni in cui la stampa ci dimostra capacità e voglia di analizzare i temi con il metro della Fotografia, come era abitudine fare negli anni sino al ‘980/’990.
Purtroppo tra scatti col cellulare e selfies ripresi nelle situazioni più disparate siamo subbissati dall’ovvio e dall’occasionale. Le immagini raccontano a mala pena se stesse.
Fa quindi molto piacere vedere lavori come questo, esposto al Visionario di Udine, dove l’autore dimostra che la Fotografia per lui è un modo decisivo di analizzare la vita, di prendere confidenza con delle situazioni che ritiene emblematiche e svilupparle attentamente, costruendo relazioni complesse con i protagonisti, relazioni che poi  trasforma in quelle immagini e definiscono il suo stile, la sua poetica, il suo rapporto con ciò che vede.

Tre anni sono stati necessari, di lavoro e di relazioni con i sopravvissuti/superstiti del Vajont, che si sono concretati in 53 fotografie (per gli esperti: metà digitali e metà analogiche) che svelano questo suo percorso empatico con i luoghi e le persone.

Meglio conoscere un po’ la storia del Vajont prima di vedere le fotografie di Andrea Bernardis. Meglio per poter godersi a pieno i contenuti e apprezzare poi questa sottile ipocrisia della fotografia dove la bellezza delle immagini fa da tramite a quella che è stata la tragedia del 9 ottobre 1963 e di quello che ne è poi seguito e da lui descritto.

Foto di persone (i sopravvissuti) foto di spazi e paesaggi che sono stati generati dal tempo dopo la tragedia. Un paese costruito dal nulla -Vajont- in un posto e in un modo improbabile per ospitare i sopravvissuti. I luoghi del disastro sono davanti a noi, ormai sopraffatti e ripensati da una natura mai ferma, mediati dalle figure di chi li ha sempre vissuti nel bene e nel male e non se ne è mai liberato: essi rimangono comunque i veri protagonisti.

Una mostra da vedere e da non dimenticare.

Paolo Sacco

Per visite guidate telefonare al 3355388598 o scrivere a [email protected]

Vedi le immagini nel sito dell’autore

La mostra, che si inserisce nel calendario della X° edizione di Vicino/Lontano ed è stata realizzata in collaborazione con Centro Arti Visive-Mediateca Mario Quargnolo, Cooperativa Guarnerio, Cineteca del Friuli. Resterà visitabile fino al 1° giugno negli orari della programmazione cinematografica.

Eugenio Novajra – Saigon city telling

Libreria Einaudi
Via Vittorio Veneto 49
UDINE
Dal 23 aprile al 14 maggio 2014
Orario di apertura al pubblico:
martedì >
sabato 9.00 – 13.00 /15.00 – 18.00

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Se siete appassionati di Fotografia, se vi piacciono le stampe e le immagini realizzate con cura e attenzione sia in fase di ripresa che di finishing, se vi interessa entrare nella capacità descrittiva e di trasmissione di contenuti ed emozioni di un lavoro fotografico riuscito, val la pena visitare questa mostra.
Il lavoro realizzato da Eugenio Novaira è quello di un turista privilegiato (senza nessuna accezione diminutiva det termine!); di un fotografo professionista che, attratto ormai da troppo tempo dalla mitologia di un luogo a lungo sognato e desiderato, decide di andarci ” …. prima che non ne valga più la pena …” e di impegnarsi a descriverlo con i suoi strumenti tecnici e culturali: ovvero con la capacità e il taglio di un professionista che ama i formati medio-grandi e la loro filosofia di ripresa -anche se scatta talora con una 35mm- e lavora con la pulizia e l’attenzione conseguente, anche nelle situazioni che potrebbe essere meno adatte; ovvero con la voglia di affrontare e leggere la situazione mettendo in campo anche strumenti culturali più complessi che lo guidano nelle scelte e che sono espressi nelle didascalie a corredo delle immagini. Il risultato è efficace e accattivante.
Nel confidenziale e accogliente spazio della libreria le fotografie assumono ulteriore leggerezza anche grazie all’allestimento che le presenta quasi levitanti e immanenti in un’atmosfera confidenziale che non può che favorirne la fruizione, anche nella inevitabile imperfezione dell’illuminazione.
Il percorso delle immagini si snoda tra una città in dinamica e pittoresca evoluzione e una natura vissuta dall’uomo mostrando lo sguardo di un viaggiatore privilegiato che mette insieme i frammenti della sua visione grazie anche ad un importante “compagno di viaggio” come lo spirito ispiratore di Tiziano Terzani.
Complimenti Eugenio

Paolo Sacco

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Comunicato stampa di presentazione alla mostra

Eugenio Novajra / Saigon city telling
VIETNAM PER IMMAGINI

Apre alla Libreria Einaudi di Udine, la mostra fotografica Saigon city telling tratta di un poliedrico percorso per immagini, a partire da una rivisitazione evocativa del tormentato periodo della liberazione della città di Sài Gòn, ispirandosi al libro “Giai Phong!” La liberazione di Saigon di Tiziano Terzani, uno dei pochissimi giornalisti occidentali testimoni dell’evento storico, da cui sono tratte le didascalie che accompagnano le fotografie.
Le immagini esposte presentano anche la contemporaneità di un paesaggio urbano decisamente moderno. La città che alla fine della guerra civile fu intitolata al leader politico comunista Ho Chi Minh, con il suo traffico caotico e frenetico rivela il contrasto stridente fra una crescita economica esplosiva e accelerata e un passato ancora presente, ben stratificato e visibile accanto ai quartieri del lusso e ai grattacieli. La mostra offre, infine, anche uno scorcio sulla rigogliosa e sorprendente natura dell’isola di Phú Quốc, al largo della costa meridionale del Vietnam, presentandone i paesaggi marini.
“In Vietnam oggi”, dice il fotografo professioniste viaggiatore Eugenio Novajra, “si può compiere un viaggio intenso non solo sotto il profilo antropologico, storico e sociale, ma anche sotto quello naturalistico, alla scoperta della sua natura incontaminata e sorprendente che mi ha particolarmente colpito. Nonostante lo sviluppo economico ispirato al modello cinese si incontrano, più facilmente lontano dalle metropoli, le radici della cultura vietnamita, basate sulla morale confuciana e buddista .
Anche per questo motivo ho scelto di accompagnare le mie immagini con citazioni di Tiziano Terzani e con dei Cao Dao vietnamiti, una forma poetica popolare spontanea trasmessa oralmente”.

La mostra resterà aperta sino al 14 maggio e sarà visitabile negli orari di apertura della libreria Einaudi in concomitanza con Il Far East Film Festival .

Bio
Eugenio Novajra, fotografo freelance vive tra il Friuli Venezia Giulia e Berlino. Nel 1987 ha aperto il suo primo studio fotografico, da allora ha lavorato soprattutto nei settori dell’editoria, corporate e reportage. Si è formato presso l’Academy of Art College di San Francisco, allo IED di Milano e ha frequentato il DAMS di Bologna. Dopo l’apprendistato al Superstudio di Milano e vari studi fotografici, ha partecipato a diversi workshop con esponenti di rilievo della fotografia internazionale. Da sempre in viaggio ha elaborato la sua meta-fotografia tra l’Europa e le Americhe, dal 2007 realizza progetti personali con tematiche che riguardano il sociale, l’ambiente e l’antropologia urbana metropolitana . Attualmente il suo lavoro è stato pubblicato e viene esposto anche all’estero.